Autunno e chiome spoglie: trattare 'al bruno' richiede coadiuvanti speciali per fare aderire i prodotti. E' il momento in cui Velonex inizia a giocare
Non tutti i bagnanti sono uguali.
Dardi, lamburde, brindilli.
Messi tutti insieme questi esili rametti non fanno un centesimo della superficie che viene offerta dalle masse fogliari in tarda primavera.
La loro, di superficie, è per giunta più ostile all'adesione e sfugge maggiormente alla corretta spalmatuta dei formulati.
L'irregolarità delle gemme, per giunta, non ne facilita di certo l'irrorazione.
Questo è però il momento di applicare i noti trattamenti "al bruno", quei trattamenti che riducono in via preventiva gli inoculi delle patologie che normalmente fanno impazzire in primavera ed estate.
Non tutti i coadiuvanti si prestano in egual misura alla bisogna.
Tra di loro c'è però un prodotto che spicca per adesività, soprattutto nelle condizioni difficili.
È Velonex, coadiuvante non ionico appartenente alla classe chimica dei trisilossani organomodificati. Le peculiarità chimico-fisiche di questo prodotto consentono la rapida copertura di superfici idrofobiche, permettendo alle sostanza attive irrorate di essere efficaci anche in condizioni difficili.
La sua particolare efficienza permette infine riduzioni dei volumi di bagnatura fino al 30% rispetto alla media.
Velonex in sintesi
Emulsione concentrata a base di eptametiltrisilossano, polialchilene ossido modificato, Velonex contiene l'84% di sostanza attiva, pari a 850 g/L.
Una concentrazione estremamente alta e per giunta in rappresentanza dei soli trisilossani.
Velonex può essere impiegato in miscela con fungicidi, insetticidi, acaricidi, erbicidi e regolatori di crescita. Le dosi d'impiego variano tra 200-400 ml/ha.