MONDO AGRICOLTURA

Etichettatura di origine per il pomodoro, dopo grano e risoDi Luigi P. | 15 Settembre 2017

Dopo grano e riso anche l'etichetta del pomodoro dovrà riportare indicazioni sull'origine di produzione.

Procede la missione del ministro delle politiche agricole Maurizio Martina e Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, nel dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, rafforzando la tutela dei produttori e dei rapporti di filiere fondamentali per il made in Italy.

E proprio per questo motivo i due ministri hanno annunciato il loro impegno a portare avanti questo nuovo progetto, in occasione dell'unione dei marchi Pomì e De Rica.

Un segnale positivo per la filiera del pomodoro da industria, come ha commentato Tiberio Rabboni, presidente Oi.

Secondo Coldiretti lo stesso trattamento dovrà essere riservato anche a tutti i vegetali trasformati, dai succhi alle confetture per rispondere anche al volere dell'84% degli italiani che ha risposto alla consultazione pubblica indetta dal ministero delle Politiche agricole.

Ad oggi l'obbligo di etichettatura di origine è in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati. Il problema però riguarda tutta l'ortofrutta trasformata che spesso arriva da Paesi lontani per essere lavorati in Italia e diventare magicamente made in Italy senza alcuna indicazione per il consumatore – ha infine commentato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti.

Agrofarmaci autorizzati dal Ministero della salute, leggere attentamente le istruzioni riportate in etichetta.
Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell'uso leggere sempre l'etichetta e le informazioni sul prodotto.
Si richiama l'attenzione sulle frasi e simboli di pericolo riportati in etichetta.

È obbligatorio l'uso di idonei dispositivi di protezione individuale e di attrezzature di lavoro conformi (D. Lgs. 81/2008 e ss. mm.)